mercoledì 21 giugno 2017

LIRISMO X ESPERIA

Stavolta c'è stato addirittura il trasloco delle atmosfere: certe angosce vestile come vuoi ma sono identiche. 
Però chissà perchè c'è sempre qualcuno che le piazza lì come a dire le mie sono migliori delle tue. 
Oggi andare per blog mi ha immalinconito, per certi versi deluso. Oggi il piattume ha superato il limite e i varchi sono diventati più stretti: oggi il mio paese non mi è piaciuto nei modi e nella gente.
Anzi non è il mio paese ma questo non significa nulla. 
Quando qualcuno si appropria anche della tua incazzatura vuol dire 
che siamo arrivati alla frutta, lo diceva Gaber ( quanto mi manca) e lo diceva ad entrambi gli schieramenti. Sono stato più di mezzora al supermercato e mentre facevo la fila ho dato un ampia scorsa ai quotidiani, non mi è piaciuto neanche il Riformista e il Riformista mi piaceva molto.
 Non mi piace il giornalismo italiano. Noi sui blog se fossimo meno imbelli verso i target di riferimento potremmo fare sfracelli.
 Ma non puoi fare contenti tutti anche perchè dentro i tutti ci sono un bel numero di delinquenti, stronzi, mafiosi e profittatori. Quindi devi per forza fare del male ad una parte dei cittadini... ma se a prendersela in quel posto sono sempre i più deboli il gioco non va bene e questo è scontato.
Mi stanno sulle palle i guru di destra e di sinistra,
 non sopporto Feltri come non ne posso più di Concita e Marco Travaglio-
Guarda, anche mentre batto queste righe mi sale la nausea, se smetto o se continuo non cambia una beneamata.
Smetto e mi dò alla poesia, al lirismo che vola sopra a tutto e a tutti.

Poesia di una
riga
scorciatoia per un paradiso
senza rate
posizione certa del mio vivere incerto.
Mi avvito senza fretta
e sono già dentro il
sogno
il cuore dentro e gli occhi fuori
a scrutare il fastidio
e la mancanza
le buone maniere e il mio definitivo
commiato.
La verità è che ho fatto un volo più breve di quello dei fratelli Wright e l'aereo si è sfasciato subito.

martedì 20 giugno 2017

OMOLOGAZIONE DIECI ANNI DOPO

Per molti di voi sembra una cosa senza senso: molti blog, gli stessi testi solo organizzati in modo diverso. C’è una gran parte di ragione. 
Però tutto questo non vi crea alcun fastidio e il vero problema, in qualsiasi modo io abbia organizzato la mia scrittura, è ben altro. Attiene ormai da molto tempo alla mia fine sostanziale come blogger, alla mia palese incapacità di relazionarmi con questo esterno virtuale e alle conseguenze prevedibili di tale difetto. All’inizio leggevo circa una trentina di blog ogni giorno e ne commentavo almeno una ventina anche se non vi era nulla da commentare! Avevo intuito che l’unico modo per esserci ed essere letto qui è visitare in modo visibile e tracciabile gli altri blog: non ci sono alternative alla lettura dei vostri post con commento a seguire. Il “like” è soltanto un succedaneo di poco conto. Commentare è indispensabile, presenziare una conditio sine qua non, se non ci riesci il tuo spazio torna ad essere un diario privato segreto non dissimile da quelli cartacei di vetusta memoria.
Compreso questo assioma di fondo cercare blog degni di spingermi ad un commento meno formale diventò il mio impegno primario: in quest’ottica fino a tre anni fa ho girato il web in lungo e in largo , attirato come sempre dalle diversità culturali e concettuali rispetto alle mie. Ovviamente le diversità non sono quasi mai “facili”, “discorsive” o interlocutorie sic et simpliciter. Io nella mia ricerca ho trovato un certo numero di spazi interessanti e stimolanti e un numero enorme di altri assolutamente inguardabili e, si badi bene, al di là della correttezza sintattica e della bellezza letteraria dei testi. Molti blog possiedono insito questa specie di cancro, alcuni insospettabili e la malattia viene fuori appena nel contatto comunicativo ti discosti dal trend dei commenti già presenti e dall’ideologia concettuale di base presente in essi.
E’ stato così che per indole mia ho iniziato ad interrogarmi pubblicamente sulla sostanza comunicativa reale dei blog e su quella specie di galateo virtuale che li domina. 
Tali riflessioni sono risultate assolutamente indigeste alla maggior parte di voi: in alcuni casi sono state il motivo di querelle pesanti, inutili e distruttive per il sottoscritto. Alcuni di voi me lo hanno detto senza giri di parole: basta non ti sopportiamo più! Peccato per i testi di lamenti e autocommiserazione sul mondo dei blog… ti avrei letto con più piacere! Sei insopportabile e ripetitivo… etc etc. Comincio a pormi seriamente alcune domande. Il contatto con il mondo spirituale e intellettuale di ognuno di voi non può essere gestito allo stesso modo per tutti. Ci sono blog nei quali il testo è in sè concluso, non ha senso aggiungere nulla.
In questo caso che si fa? Si scrive ho letto? Mi piace? Non mi piace (non è previsto)? Si ripete con altre parole il concetto già espresso dall’autore? Con le poesie ad esempio è difficile aggiungere e commentare qualcosa che abbia senso, La poesia è già una metafisica superiore, si assorbe e basta; non siamo qui a fare saggistica o analisi delle parole e dei testi , non siamo al Liceo e nemmeno professori di lettere. Se lo siamo dobbiamo tenerlo da parte perchè un blogger è altra cosa. Un blogger scrive, legge la realtà sua propria e la propone fuori, se una lirica è bella a mio parere l’unica cosa che si può fare e cercarne altre e ringraziare semplicemente l’autore. Ho incontrato inaspettatamente in rete un buon numero di poeti e poetesse di spessore: quasi tutti soli, isolati e senza lettori, con una pletora in coda di “bello, bellissima, meravigliosa, brava, Unica….”. Praticamente mai un commento che entrasse dentro la sostanza e l’armonia dei versi in questione.
Sui blog gli argomenti di tipo esistenziale “degenerano” perchè hanno la peculiarità di essere privati, intimi, strettamente personali; su di essi il commento può al massimo definirsi in un – l’ho vissuto anch’io- perchè discuterne in termini di confronto con la propria diversa esperienza ha secondo me un senso relativo. Esiste anche il rischio di diventare invasivi, duri, supponenti e da un testo pulito possono nascere commenti sporchi.
Gli argomenti di tipo sociale, politico e storico sono nei blog materiale esplosivo! Esattamente come lo sono i medesimi sugli altri media. Leggi entri e commenti SOLO se la tua opinione è in linea con quella dell’autore e degli altri commentatori. Altrimenti crei solo le premesse per farti mandare più o meno elegantemente a quel paese. Un vero peccato perchè è proprio in questi campi che la comunicazione del web tra i blogger potrebbe dare frutti notevoli, diversi dalle manfrine prevedibili e scontate dei canali ufficiali. Qualunque sia l’argomento trattato nei testi il sistema più semplice, quello più produttivo e comodo nei blog è usare il commento in modo incolore, indolore, simpatico e gioviale: ciò trasforma i colloqui ( con o senza moderazione) in vere e proprie Chat. Salotti più o meno zuccherosi pieni di trilli, ammiccamenti, stimoli che vanno in direzioni anche molte diverse dall’argomento proposto, seduzioni velate. E’ comprensibile che in tale contesto un blog diventi un oggetto diverso da un diario spirituale personale.
I commenti sono la vita e la morte di quello che scrivo, la mia liberazione filtrata dal mio sacrificio di dovermi confrontare con sintassi e storie diversissime da me. Non sono elegante e disponibile, spesso me lo impongo perchè sento che la luce che ho intravisto nei miei sogni ad occhi aperti vi comprende tutti; donne, uomini, omosessuali,poeti e puttane, letterati per finta e artisti universali caduti per caso su queste pagine.
Sta diventando sempre più difficile tutto: I COMMENTI e le teorie interpretative da cui scaturiscono sono sempre più spesso “fantasiose”. Le relazioni virtuali che nascono dalle cose che scrivo arrivano a distanze stellari dalle loro premesse! O sono false quest’ultime o c’è qualcosa di intimamente errato nelle loro dinamiche. Noi come generazione di blogger siamo al novanta per cento dei cafoni virtuali senza speranza e senza cultura, dirlo, riconoscerlo e darsi da fare per imparare qualcosa è il primo indispensabile passo.
DA OGGI TUTTI I BLOG COMPRESI NELL'AMBITO DI OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA SONO TOTALMENTE PRIVI DI MODERAZIONE. TUTTI TRANNE UNO.

domenica 18 giugno 2017

Questo solo conta

Un post ogni tre giorni oppure uno al dì o meglio uno quando capita. TERAPIE DEL WEB,  insulse, colorate, eteree di nome e di fatto. Ma omologazione è stata la mia vita intellettuale e questo non posso dimenticarlo. Tutto quello che ho scritto dovrebbe vivere qua dentro anche le cose nate quando il web non era neanche un'ipotesi: cartaceo e sogni, rabbia e curiosità. Sintassi naturale o cercata, comunicazione e disillusione...gioco e piacere. Questo era ed è omologazione non richiesta, dentro la sua pancia ci sono attualmente 319 post e sono leggibili solo su richiesta specifica: sono certo che non la farà nessuno perchè le regole di un blog sono ben altre, perchè qua dentro non ci sono certo capolavori di letteratura e perchè il padrone di casa nonostante tutto questo è troppo esigente nei rapporti virtuali. Devo confessarvi che da un certo momento in poi e per una stagione breve sono stati i contatti con voi a darmi lo stimolo giusto per scrivere; mutati in peggio i primi è cessato anche il secondo. L'autonomia produttiva in senso assoluto esiste solo nel cartaceo, sui blog le interelazioni condizionano in modo eccessivo la scrittura che risente in cento modi di questo influsso...basta leggere in rete e osservare i commenti.
Qui ci sono le porte per tutto il resto di mia proprietà nel web su questa piattaforma, basta guardare di lato a dx: gli altri blog o gli altri tentativi. Immagini, suoni, le emozioni che hanno nutrito la mia esistenza.
L'ingresso è lo stesso da sempre, il padrone di casa ha dieci anni in più, la sua fede segreta nella letteratura e nella scrittura in genere non è svanita, è solo scesa giù in fondo dove nulla la può scalfire. E' l'amore l'unica legge che governa l'universo, l'unico luogo del pensiero in cui riposare e l'unica via che conduce all'eternità.
Amo omologazione e questo solo conta