martedì 28 marzo 2017

Presentazione

Non è di alcuna utilità fingere una positività che non mi appartiene da tempo immemorabile o addirittura scriverne: non si deve mai scrivere prostituendosi alla necessità sociale del momento. Così mi rendo conto ogni giorno di più di quanto sia “naturale” e triste questa mia reiterata abitudine sintattica e concettuale, quanto sia limitante ma ineludibile il mio modo di scrivere…o riscrivere.
Le pagine sono moltissime e variamente addobbate ma il blog è UNICO!
Ancora vi dirò che non riesco più a leggere la blogosfera con la serenità necessaria, fondamentalmente ne provo spesso fastidio; in certi casi carezzo in segreto le pagine dei miei amici di sempre e non riesco a capire il senso dei loro contatti in rete; mi sembra contradditorio, forzato, una concessione alla umana necessità di piacere e di farsi blandire ogni tanto. 
In questa incomprensione si trova tutta la mia distanza incolmabile fra il desiderio palese di continuare in modo nuovo e decente e la obiettiva incapacità di farlo il blogger. 
A mio parere abbiamo già detto tutto , quelli come me possono al massimo ripetersi, passando dal ridicolo all’agiografico o dallo storico appassionato all’incisivo sintetico (vedi twitter); in pratica abbiamo fregato le nuove leve della blogosfera e l’unica cosa che possiamo fare è sparire per dar loro l’illusione che ci sia veramente aria nuova in giro. Astrazioni continuerà la sua strada pacatamente… oddio talvolta il deficiente di turno riesce a darle una piacevole scossa di gossip virtuale, riesce persino a farmi incazzare come ai vecchi tempi. Ma dura poco, Mozart riprende tutto il suo spazio e io lo ascolto in silenzio scrivendo righe che nessuno di voi leggerà mai.
Di tutto il materiale che negli anni avete trovato in rete sto ricavando alcuni blog con relativa dote di immagini ma posso sistemarli solo in “privato”: ciò significa che li leggerete (ma poi mi domando veramente a chi può interessare farlo) solo quando saranno finiti, in pratica saranno blog completi dall’inizio alla fine e la dinamica progressiva in fieri di cui tanto andiamo orgogliosi sarà andata a quel paese! Anche OMOLOGAZIONE segue questa logica, non ho alternative. I post che pubblicherò sono una selezione personale, tutti gli altri saranno conservati in archivio ( sono una quantità).
Non voglio essere distratto dal chiacchiericcio un po’ vacuo che ci fa interpreti di questo ambiente virtuale: IL CARTACEO sto provando a farlo diventare realtà, il copyright dei miei testi è adesso così evidente per tale motivo, siete avvisati dunque. In ogni caso il mio modo di essere nella sostanza non può cambiare, non a questa età e non con stimoli ordinari: il blog scritto da me riflette perfettamente e in toto me stesso. Altrimenti scompare che è poi il giusto destino del virtuale in senso lato: l’ho detto tempo fa, il virtuale non ci sopravviverà, il cartaceo in qualche caso sì, della memoria siamo gli unici custodi personali ed essa va dove solo noi possiamo coglierne il vero frutto. Quello non potrà mai diventare un post. Vi voglio bene almeno quanto non vi sopporti: la storia della mia vita è tutta lì. Non esiste via di mezzo tra un vero blog e un suo succedaneo morto senza relazioni e senza commenti; per rimanere vivo devo uscire dal guscio, aprirmi e aprire. Espormi e dovermi spesso ricredere sull’effettiva possibilità di comunicare. Il desiderio di vedere e conoscere le mille vite pulsanti dietro ogni nome si porta appresso anche l’accidia di restare deluso: è un rapporto di amore – odio.

sabato 25 marzo 2017

AREA DI SOSTA

Non toccherò questa Omologazione, dentro ci sono dieci anni di rete e di vita.
La necessità o il desiderio di scegliere tra le moltissime cose che ho scritto quelle che ritengo più rappresentative non mi autorizza a stravolgere questo blog.
Potrei creare un blog parallelo oppure delle pagine a parte all'interno di esso. 
Ho contatti virtuali su ambedue le piattaforme più note WP e Blogspot,  le due NON SI PARLANO è necessario quindi creare un clone.
Ho la sensazione sempre più immanente che qualsiasi cosa faccia io mi avvicini alla "mia morte virtuale": se la sincerità delle cose che penso si allinea perfettamente su ciò che scrivo sarà la fine in questo web, tra i  miei contatti, in questa epoca. La fine senza nessuna altra specificazione, senza alcun giudizio retrospettivo, la fine fisiologica di un tempo che non mi appartiene più.
Proseguo nelle PAGINE CHE TROVATE DI FIANCO NEL BLOG.

venerdì 24 marzo 2017

I giardini dimenticati


Non sono sicuro che chi si ferma sia perduto! Può darsi che abbia scelto altro e si muova verso altre direzioni con mezzi diversi da quelli che conosciamo.
Nella Blogosfera io personalmente conosco un certo numero di luoghi FERMI, IMMOBILI.
E bellissimi.
Giardini cristallizzati  e fantastici che si sono conservati incredibilmente come sotto vetro: ho anche pensato che è questa loro "morte apparente" ad averli protetti, la loro lontananza e distacco dal ritmo normale e usurante del scrivi- leggi e rispondi.
Sono certo che la loro sparizione dal web, qualsiasi ragione tecnica o personale abbia, significherebbe una perdita culturale e umana tout court.
Penso anche che il profumo di certe stagioni non sia ripetibile e sono pieno di malinconia scrivendolo: scorro le pagine di alcuni blog, vado indietro nel tempo e vi assicuro che 
certi testi li trovo più belli oggi del periodo in cui vennero scritti! Oggi sono smaglianti.
Non voglio che spariscano dalla mia e vostra memoria, sono disposto persino a ripubblicarli pur di salvarli dall'inedia elettronica,  vorrei semplicemente prendermene cura come testimonianze di valore.
Marina Pierani trascina il male di non trovare più il senso di scrivere in rete, le perdite affettive ci
cambiano! Ogni tanto arriva il lampo prezioso di alcune parole...poi il silenzio è più amaro di prima, bisogna accettare.
TereZa scrive poco ma scrive splendidamente come sempre, frequenta e commenta pochissimo alimentando dunque il meccanismo crudele e ingordo del se -non commenti ti escludo progressivamente-.
Valentina è in silenzio da un anno ma recentemente ha scritto che tornerà ed io ne sono felice.
Caterina ha interrotto da secoli le recite musicali e Kabalino è solo un ricordo lontano. Anna ( Miss Kappa) ha dovuto adeguarsi alla sua città sconvolta dal terremoto e adesso combatte per una vita diversa.
Di molti altri blog non ricordo più nemmeno il nome ma il profumo, l'emozione in toto quella è rimasta indelebile. Altri blogger ancora hanno tra i loro trascorsi gemme di rara bellezza, Nico ne è un esempio
E' giusto? Sbagliato? Penso che sia come sia, passiamo tutti e la valutazione di quel che resta necessita di spalle forti in certi momenti, io non sempre le ho.
Mi è arrivato un commento da un Anonimo ( io sono il campione mondiale per questo tipo di commenti non lo sapevate?) era lapidario: Ancora questo testo?
Sì ancora, 
e ancora lo stesso blogger, 
le parole sembrano le stesse ma il cuore nell'intimo è mutato e ci gira attorno:
 le periferie si allargano e comprendono un lasso di tempo  e di vita sempre più vasti. Ancora.
La macchina mangiarifiuti spazzerà via prima te caro anonimo.

Nell'anno di grazia 2012 pubblicai questo post: lo rileggo goloso. Alcuni blogger sono veramente scomparsi, faranno altro forse ma credo non torneranno mai più. Le valutazioni che espressi cinque anni fa ( un secolo!) sono ancora valide per me, sono fatto così...ma oggi sono più contento perchè Caterina è tornata.
Non so come e perchè ma incautamente è di nuovo in rete, lo ritengo un miracolo.