martedì 20 settembre 2016

Omologazione nacque nel 2007...

E' trascorso un gran tempo virtuale, quello in cui ogni anno ne vale almeno 4 o 5. Ogni cosa si è trasformata, il blogger che scrisse questi testi probabilmente è quello che è cambiato meno, se rilegge questi testi ci si ritrova come allora...sarà un cattivo segno?
All'inizio la scrittura flluiva senza ritegno e non teneva conto di nulla se non di se stessa e di quello che raccontava: non c'erano limitazioni di estensione ne altro, Poi lentamente nel contatto con l'esterno i testi si modficarono, confluirono in altri, se ne disgiunsero, trovarono aggiunte e cancellazioni.

Infine Enzorasi non trovò più alcun senso, nemmeno personale, a scrivere in rete e cominciò a preparare i simulacri del suo passaggio in rete. 

Questa omologazione fu il primo blog, il più amato, quello mai dimenticato: in esso rimangono le tracce delle centinaia di blogger incrociati negli anni , il riflesso di un sogno che per non morire si è celato sempre più in fondo. Quando mi  rileggo capisco chi ero, chi sono e cosa resterà di me. Resta il dilemma di sempre: moderare o no?
Ho deciso di moderare i commenti, quelli che talvolta trovate sotto i post appartengono tutti al passato, sono una testimonianza.
Senza nessun tipo di interlocuzioni un blog diventa solo un'affermazione stucchevole di sè, è vero, ma è altrettanto vero che una socializzazione ad libitum possiede una capacità distruttiva incredibile.


sabato 17 settembre 2016

Originali

Negli ultimi due o tre anni gli unici post decenti che ho scritto sono stati certi commenti per certi blogger: ritengo comunque scrittura MIA ( da copyright ) anche le interlocuzioni che sono intercorse tra noi. Probabilmente come afferma SOLOUNOSCOGLIO ridursi alla scrittura di commenti decenti rappresenta l’ultimo stadio prima della fine di un blogger.
Credo di esservi arrivato, un po’ in ritardo ho compreso esattamente la sostanza delle cose qui per me; così la scrittura resta ma Enzorasi ha terminato. Ho bisogno di fare certe cose in rete fuori dal contatto con voi…cerco di spiegarmi, devo sistemare la mia produzione PRIMA, posarla su questo blog senza interferenze nel divenire. Il blog deve essere completo prima di essere pubblicato. Poichè è possibile programmare le uscite dei post userò questo sistema, non mi è più possibile fare altrimenti pena la chiusura e l’abbandono di tutti i miei blog.
C’è molto altro da fare amici miei, le questioni “virtuali” sono estremamente secondarie, riconoscerlo è essenziale, almeno per me. Ho completato quella trentina di post che raccontano la storia di Enzo e Giulia, chi vuole può leggerla con comodo in un blog a parte perchè quella storia e quei due stanno bene solo da soli. Li ho amati profondamente e li trovate QUI. Non ho altro da dire, poichè tutto ma veramente tutto possiede adesso la sua giusta misura.
Enzo


4 Risposte to “Originali”

solounoscoglio said
interessante molto di quello che ho letto qui, e da condividere. se non fosse che mi trovo in quella sorta di apatia che capita ai blogger che hanno smarrito la risposta alla domanda: perché scrivo? e si forse scrivere certi commenti è davvero l’ultimo momento dell’agonia. chissà.
Nexus - said
Ciao, benvenuta. Io posso dirti solo della mia esperienza e di questi lunghi anni in rete, vale per me ognuno ha la sua storia, Ho scritto come un forsennato e con una gran fede nelle capacità comunicative della scittura e del mezzo che usavo ma non avevo tenuto conto della mia indole, della mia età, del modo in cui scrivevo i miei post e delle possibili reazioni del lettore. Sono troppo snob nel senso profondo della parola, non sopporto i trend, le ideologie a gogò e soprattutto devo convincermi partendo da analisi personali e non di comodo. E’ successo un macello e il numero di pedate prese è stato superiore al previsto. Poi il tempo ha smussato certe asperità e la voglia, l’istinto di scrivere che mi brucia dentro da bambino è tornato prepotente; tu mi dici dei commenti…beh per me questo che sto scrivendo è un post.Se lo stimolo è giusto, scomodo magari ma giusto, se l’interlocutore è serio e civile, il blog è ancora una specie di miracolo. ma siete pochi/e, troppo pochi. In ogni caso alla fine si stacca Scoglio ma che ne posso sapere io di te e della tua esperienza in questo ambiente. Io sono un perfezionista, questa è casa mia e si fa come dico io e difficillmente mi accontento, non saprei fare diversamente ma qui dentro c’è, credimi, una buona parte della mia vita intellettuale.
  • solounoscoglio said
    alla fine è una questione di scambi. che vale finché entrambi i canali fluiscono verso porte aperte. talvolta le incomprensioni, le difficoltà personali, ed anche le aspettative ci costringono a chiudere la porta in faccia o a sbatterci noi contro. da parte mia il blog è stato un percorso intrapreso per esigenze personali di ritrovare uno spazio dove essere me stessa, non ho mai avuto velleità intellettuali propriamente dette. velleità di personalità si, tante. vorrei parlare di tutto con tutti, ma difficile trovare qualcuno disposto al dialogo senza controindicazioni. non so se ce l’ho fatta a spiegarmi bene…credo di essere entrata in un labirinto di concetti abbastanza impegnativo
  • Nexus - said
    No, ti sei espressa bene e penso di aver capito. Io a differenza di te, le chiamiamole velleità intellettuali le ho sempre avute ma non me ne faccio ne un vanto ne un cruccio: ci sono dentro tante di quelle situazioni personali, familiari, geografiche( sono siciliano) che non saprei proprio come definirle tutte. Però il concetto di liberazione profonda insito dentro la scrittura lo conosco bene e l’ho seguito sempre dentro il blog, immagino che si capisca da ciò che pubblico.
    Il vero problema sono gli interlocutori perchè oltre un certo limite, spostabile in avanti o indietro, alla fine sarai sempre solo e in quel caso fai quello che neghiamo tutti di fare ( che senso avrebbe in un luogo pubblico come questo?) cioè SCRIVERE PER TE STESSO. Io sono il giudice più severo per me stesso, gli altri mi appaiono tutti amiconi curiosi, talvolta accidiose presenze. Ogni tanto incontro qualcuno da guardare bene in faccia e lì la faccenda è diversa. Ciao

venerdì 16 settembre 2016

Geroglifici

Guarda i miei geroglifici, avverti il sapore della inutilità.
Questa notte come le altre in fila ad attendere un'altra vita e un altro senso.
Dopo aver scritto penso sempre che a queste righe non ne potranno seguire altre, che queste righe siano totali e intoccabili, sintesi perfetta della fine e del nuovo inizio: una clessidra e noi polvere là dentro. Questo mi uccide, questo è appunto l’ombra del silenzio per il quale non c’è descrizione possibile. Per distrarmi veramente dovrei riaprire i commenti senza la moderazione! Aria nuova e questioni vecchissime, sempre le stesse; potrei, oltre un certo limite, considerarle astrazioni anch’esse, di altra natura ma pur sempre metafisica dell’ignoranza, della maleducazione, della superficialità ma anche della contrapposizione ideologica, della complessità storica e sociale da cui nasce un’opinione. Metafisica “spicciola” dell’animale che domina il mondo, l’uomo. Il fatto che io senta con chiarezza che ciò che scrivo si perda per strada appena lo batto sulla tastiera non è un vezzo da piacione del cavolo: io sento che è così. Arriva poco dell’universo che mi gira dentro e, in genere, solo la parte più scomoda e conflittuale. Per dirla in altro modo, arriva solo la mia componente snob, critica, quella che mi fa apparire un arrogante ante litteram arrivato non si sa come in un ambiente di gente tranquilla e “normale”. Se fosse diversamente la blogosfera, me compreso, sarebbe un eden salvifico in cui ognuno potrebbe liberarsi e migliorare.Ho provato a pensare di aver scritto ieri o l'altro ieri, poi mi sono perso nell'oggi. Ho ucciso il tempo ma esso mi insegue: questo è il suo epitaffio